Le opinioni dei protestanti su Maria includono le posizioni teologiche dei principali rappresentanti del Protestantesimo come Martin Lutero e Giovanni Calvino,nonché di alcuni rappresentanti moderni.
È difficile generalizzare sul ruolo che la Vergine Maria ricopre all’interno della religione protestante in quanto ogni confessione protestante è portavoce di una visione differente sul tema. In termini generali è possibile dire che gran parte delle confessioni protestanti rigettano il culto della Madonna, nonché i dogmi mariani della verginità perpetua, dell’Immacolata Concezione, dell’Assunzione e tutte le tesi mariane della Chiesa cattolica.
I riformatori come Martin Lutero, Ulrico Zwingli e Giovanni Calvino in diversi punti dei loro scritti avevano espresso quelli che sembrano essere esempi di una pietà mariana cattolica residua.[1][2]
L'enfasi protestante sulla sola scriptura, solus Christus, soli Deo gloria, ha ridotto al minimo l'onore attribuito a Maria, e l'insegnamento protestante sulla madre di Dio si attiene unicamente alla breve parte a lei riservata nelle scritture e nel credo.
Una nuova visione protestante di Maria che emerge dal movimento evangelico invece, vede Maria come una donna esuberante, assertiva e radicalmente cristiana.[3] Nulla a che vedere con il ruolo di primo piano che la Chiesa cattolica riserva alla Vergine, ritenuta non solo degna di alta venerazione in rapporto al suo grado di santità secondario solo a quello della Trinità, ma è anche definita avvocata, mediatrice e dispensatrice di ogni grazia; recentemente Papa Francesco l’ha proclamata con rito ufficiale regina dell’umanità e madre della Chiesa.